Frutta e verdura di stagione per un’estate più sana e gustosa


In estate la natura ci offre un’ampia varietà di frutta e verdura colorata, ricca di nutrienti e perfetta per affrontare il caldo. Scegliere prodotti di stagione non è solo una questione di gusto, ma un vero alleato per il benessere e la salute. In questo articolo scoprirai perché è importante rispettare la stagionalità e quali sono gli alimenti protagonisti del mese di agosto.


Perché mangiare di stagione?

  • Più nutrienti: frutta e verdura raccolte nel loro periodo naturale contengono più vitamine, minerali e antiossidanti.
  • Più gusto: maturano senza forzature, quindi sono più saporite.
  • Più sostenibilità: minore impatto ambientale e costi ridotti.

Benefici nutrizionali in estate

La frutta estiva è ricca di acqua, fibre e vitamine come la C e la A, fondamentali per idratazione e difese immunitarie. Le verdure di stagione, invece, forniscono sali minerali e antiossidanti utili contro i radicali liberi, che aumentano con l’esposizione al sole.


Frutta di stagione ad agosto

Ecco alcuni frutti perfetti per affrontare il caldo:

  • Anguria: super idratante e ricca di licopene.
  • Pesche e nettarine: fonte di vitamina C e beta-carotene.
  • Melone: ottimo per reintegrare acqua e minerali.
  • Susine: aiutano la regolarità intestinale.
  • Fichi: energizzanti, ricchi di fibre.

Verdura di stagione ad agosto

  • Pomodori: ricchi di licopene e vitamina C.
  • Zucchine: leggere, ideali per piatti freddi.
  • Peperoni: fonte di vitamina C e antiossidanti.
  • Melanzane: ottime grigliate o al forno.
  • Cetrioli: rinfrescanti e idratanti.

Come inserirli nei pasti?

  • Colazione: smoothie con melone e pesche.
  • Pranzo: insalata di pomodori, cetrioli e feta.
  • Merenda: macedonia con anguria e fichi.
  • Cena: verdure grigliate con olio EVO e erbe aromatiche.

Conclusione

Mangiare di stagione significa nutrirsi in modo naturale, sano e sostenibile. Approfitta di questi alimenti freschi e gustosi per rendere la tua estate più leggera e colorata!

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Idratazione: “Bere acqua… sì, ma senza esagerare

L’acqua è il pilastro della salute: sostiene funzioni vitali dalla termoregolazione all’equilibrio elettrolitico, fino al metabolismo cellulare. È infatti il mezzo attraverso cui avvengono tutte le reazioni biochimiche dell’organismo e rappresenta circa il 60% della massa corporea di un adulto.

Tuttavia, come dimostrano le evidenze, anche le pratiche apparentemente innocue possono diventare rischiose quando portate agli estremi. Una revisione sistematica di casi clinici ha evidenziato che un consumo quotidiano di circa 8 litri, oppure ingestione massiccia in poche ore (5–6 L), può provocare iponatriemia, ossia una diluizione pericolosa del sodio ematico che compromette la funzione nervosa e muscolare. Le conseguenze possono essere convulsioni, coma e, nei casi più gravi, esiti fatali (Verbalis et al., Am J Med Sci 2007). Simili effetti sono stati riscontrati anche in contesti sportivi: nella maratona di Londra oltre il 12% dei corridori ha sviluppato iponatriemia asintomatica associata a un’elevata assunzione di liquidi (Hew-Butler et al., N Engl J Med 2005).

A livello di linee guida, l’EFSA (2010) suggerisce un Adequate Intake (AI) per adulti di 2,0 L/giorno per le donne (P95: 3,1 L) e 2,5 L/giorno per gli uomini (P95: 4,0 L), includendo i liquidi derivati da cibi e bevande. Rispetto ai 7 L giornalieri, siamo ben oltre il doppio: una soglia in cui i benefici si azzerano e il rischio emerge chiaramente.

L’idratazione è essenziale, ma bere oltre 6–7 L quotidiani supera i limiti fisiologici e può causare squilibri elettrolitici pericolosi. L’alternativa più saggia è ascoltare i segnali del corpo (sete, colore dell’urina), adeguare l’introduzione di liquidi ad attività e clima, e ricordare che il corpo ha bisogno non solo di acqua, ma anche di un corretto equilibrio di sodio e altri elettroliti.

Bibliografia

  • Verbalis, J. G., Goldsmith, S. R., Greenberg, A., Korzelius, C., Schrier, R. W., Sterns, R. H., & Thompson, C. J. (2007). Diagnosis, evaluation, and treatment of hyponatremia: Expert panel recommendations. The American Journal of Medicine, 120(11 Suppl 1), S1–S21. https://doi.org/10.1016/j.amjmed.2007.07.005
  • Hew-Butler, T., Rosner, M. H., Fowkes-Godek, S., Dugas, J., Hoffman, M. D., Lewis, D. P., … & Verbalis, J. G. (2015). Statement of the Third International Exercise-Associated Hyponatremia Consensus Development Conference. Clinical Journal of Sport Medicine, 25(4), 303–320. https://doi.org/10.1097/JSM.0000000000000183
  • EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). (2010). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for water. EFSA Journal, 8(3), 1459. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2010.1459

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