🍋 Zenzero & Limone🫚

Super-shot? Solo se dosato con giudizio

Zenzero e limone costituiscono una combinazione funzionale molto diffusa—antinfiammatoria, digestiva, stimolante del sistema immunitario. La letteratura scientifica supporta queste proprietà, ma evidenzia anche limiti di sicurezza.

Lo zenzero (Zingiber officinale) deve la sua attività a composti bioattivi come i gingeroli (soprattutto 6-gingerolo) e i shogaoli (che si formano durante l’essiccazione), capaci di modulare i pathways infiammatori e ridurre la produzione di prostaglandine (Mao et al., Foods 2019). Uno umbrella review ha attribuito a dosi di 1–2,5 g/die un forte effetto antiemetico nelle donne in gravidanza, efficacia per l’osteoartrite e potenziali benefici sul controllo glicemico e lipidico (Daily et al., Food & Function 2015). In generale, l’assunzione fino a 4 g/die è considerata sicura, mentre quantità superiori (≥6 g) possono causare disturbi gastrointestinali, reflusso e aumentare il rischio di sanguinamento in caso di terapie anticoagulanti.

Il limone (Citrus limon), invece, rappresenta un concentrato naturale di vitamina C e flavonoidi (esperidina, diosmina). La vitamina C è un potente antiossidante che sostiene il sistema immunitario, favorisce la sintesi del collagene e migliora l’assorbimento del ferro non-eme (Davey et al., J Sci Food Agric 2000). È però sensibile a calore e ossigeno, e tende a degradarsi rapidamente in preparazioni non fresche. I flavonoidi, invece, hanno azione vasoprotettiva e antiossidante, contribuendo alla riduzione dello stress ossidativo e al benessere cardiovascolare.

In dosi moderate (1–2 g/die di zenzero), lo zenzero è un alleato terapeutico con solide evidenze cliniche per nausea e altri disturbi gastrointestinali. Il limone, grazie a vitamina C e flavonoidi, arricchisce il profilo nutrizionale con funzioni immunitarie e antiossidanti. Tuttavia, le “porzioni medicinali” aggressive (es. shot con 100–130 g di zenzero) non solo superano di gran lunga i livelli studiati, ma possono scatenare effetti avversi. Moderazione e consapevolezza sono fondamentali: meglio integrare questi alimenti nelle preparazioni quotidiane, piuttosto che abusarne in forma concentrata.

bibliografia

  • Mao, Q. Q., Xu, X. Y., Cao, S. Y., Gan, R. Y., Corke, H., Beta, T., & Li, H. B. (2019). Bioactive compounds and bioactivities of ginger (Zingiber officinale Roscoe). Foods, 8(6), 185. https://doi.org/10.3390/foods8060185
  • Daily, J. W., Yang, M., & Park, S. (2015). Efficacy of ginger for alleviating the symptoms of primary dysmenorrhea: A systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials. Food & Function, 6(3), 1103–1112. https://doi.org/10.1039/C4FO01090G
  • Davey, M. W., Montagu, M. V., Inze, D., Sanmartin, M., Kanellis, A., Smirnoff, N., … & Fletcher, J. (2000). Plant L-ascorbic acid: Chemistry, function, metabolism, bioavailability and effects of processing. Journal of the Science of Food and Agriculture, 80(7), 825–860. https://doi.org/10.1002/1097-0010(20000515)80:7<825::AID-JSFA597>3.0.CO;2-6
  • Vezza, T., Rodríguez-Nogales, A., Algieri, F., Utrilla, M. P., & Rodriguez-Cabezas, M. E. (2016). Zingiber officinale and its bioactive compounds: Implications for gastrointestinal health. Nutrients, 8(3), 131. https://doi.org/10.3390/nu8030131

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